
Massimo Cacciari ha
assolutamente ragione.
Una sinistra moderata fa
vincere la destra.
E' storicamente sempre
stato così. Già ai tempi del fascismo montante ad avere ragione
erano i fiumani, i dannunziani, i sindacalisti e i socialisti
rivoluzionari, non i gradualisti turatiani, che, con la loro
moderazione finirono per rendere alle masse più credibile uno
scalmanato Mussolini che, partendo dalla sinistra socialista, finì
per costituire un movimento social-confuso, imperialista, razzista,
traditore nei confronti delle masse ed in favore del padronato
industriale.
Avevano e avrebbero
ragione, dunque, coloro i quali, come giustamente afferma Cacciari,
propongono riforme radicali.
E in questo Paese e
continente ce ne vorrebbero di riforme radicali.
Dalla nazionalizzazione
dei settori chiave dell'economia a investimenti massicci in sanità,
ricerca, istruzione e in ordine pubblico (il fenomeno delle baby gang
è purtroppo sottovalutato e ancora poco preso sul serio); da un
nuovo primato in politica estera, ricucendo i rapporti con la Russia
e valutando l'entrata nei BRICS, alla costruzione di una nuova
Europa, sovrana, indipendente e economicamente giusta, ponte e
trait-d'union fra Ovest ed Est, Nord e Sud del mondo.
Non sarà certo con un
nuovo e peraltro sedicente “riformismo” (o con un becero
“liberalismo”) che si batteranno le destre e le estreme destre di
cui, peraltro, il PD e i suoi alleati (che negli anni hanno
contribuito a smantellare lo Stato sociale e ad attuare tutte le
politiche di deregolamentazione economica e del mercato del lavoro)
fanno ampiamente parte.
Tutti aspetti di cui ho
scritto in moltissimi articoli e anche nel mio ultimo saggio
“Ritratti del Socialismo” (Mario Pascale Editore).
Alla fine di agosto, nel
mio articolo dal titolo “Ma quale riformismo? Dov'è finito il
socialismo?
(https://amoreeliberta.blogspot.com/2026/08/ma-quale-riformismo-dove-finito-il.html)
scrivevo, fra le altre cose: “Quella che, nel mondo Occidentale,
un tempo era sinistra o rappresentava ideali socialisti (giustizia e
emancipazione sociale, sovranità nazionale, indipendenza economica),
ha finito, dalla metà degli Anni '90 in poi, per annacquarsi nel
liberalismo o liberal capitalismo, che, in certa misura, sembra
essere esaltato proprio da Taddio nel suo articolo.
Liberal capitalismo
che, insinuandosi e annacquando il socialismo, ha finito per
distruggere i diritti sociali (dallo svuotamento di alcune delle
principali conquiste dello Statuto dei lavoratori, alla promozione
delle liberalizzazioni), fino al sostegno incondizionato alle guerre
di aggressione a guida statunitense e NATO, dalla Jugoslavia al
conflitto russo-ucraino, tutti aspetti ampiamente sostenuti in
particolare dal PD e in gran parte dai suoi alleati.
Questo è avvenuto, in
Italia, in particolare grazie ai vari Prodi, D'Alema, Bersani, Letta,
Renzi e la Schlein non sembra più di tanto discostarsene.
In altri Paesi è
avvenuto grazie agli pseudo laburisti alla Tony Blair e alla Keir
Starmer; grazie agli pseudo socialdemocratici tedeschi alla Schulz;
agli pseudo socialisti francesi alla Hollande e così via. Tutta
gente che, guarda caso, ha perso inesorabilmente voti... in favore
dell'estrema destra!
Anche negli USA,
sedicenti progressisti come Clinton, Obama e Biden, hanno spinto
sull'acceleratore delle guerre di aggressione. Bombardando peraltro
Paesi laico-socialisti come la Siria e la Libia e inasprendo le
sanzioni al Venezuela e a Cuba.
Dove sarebbe, dunque,
questo presunto socialismo e questa presunta sinistra nelle file del
“progressismo” Occidentale, che ha, anzi, ampiamente contribuito
all'avvento dell'estrema destra?”.
E
concludevo spiegando che ciò che oggi manca in Italia e in gran
parte d'Europa, è “un'area socialista e di sinistra,
come quella in Spagna con Pedro Sanchez e Pablo Iglesias; in Francia
con Jean-Luc Mélenchon e i bonapartisti di sinistra; in Germania con
Sahra Wagenknecht; in Gran Bretagna con Jeremy Corbyn, Zack Polanski
e George Galloway; in Slovacchia con Robert Fico e Peter Pellegrini;
in Bulgaria con Rumen Radev; in Moldavia con Igor Dodon e i
socialisti moldavi...
Un'area che spazzi via
ogni forma di liberal capitalismo, di servilismo nei confronti di
Paesi stranieri, di ipocrisia. E che ricostruisca forme, come già ho
spesso scritto, di comunità organizzata e ordinata, giustizia e
emancipazione sociale, sovranità nazionale e indipendenza
economica”.
In
sostanza spiegavo ciò che afferma oggi Cacciari.
E,
in un altro articolo successivo, dei primi di settembre, dal titolo
“Da Monti a Vannacci: quando le élite alimentano ciò che
dicono di voler combattere”
(https://amoreeliberta.blogspot.com/2026/09/da-monti-vannacci-quando-le-elite.html),
ricordavo che “Un tempo a denunciare le oligarchie
europee e la crisi dello Stato liberale, come poco fa scrivevo, solo
i D'Annunzio, i De Ambris, i Bergamo e pochi altri.
Ancora oggi lo
fanno solo piccole minoranze illuminate (come Angelo D’Orsi e pochi
altri), che hanno compreso che la causa del nuovo fascismo è il
liberal capitalismo e i sepolcri imbiancati alla Monti e alla Draghi,
oltre ad una maggioranza e ad una opposizione, in Italia, in linea
con l’irresponsabile Agenda Ursula.
Ci sarà un futuro
roseo?
Negli Anni '20 e successivi di roseo non ci fu proprio
nulla.
Era già troppo tardi”. E
ho concluso scrivendo: “Personalmente continuo a credere
al buonsenso di persone come D'Orsi, Alessandro Di Battista, l'On.
Dario Rivolta, il prof. Giancarlo Elia Valori, Paola Bergamo (nipote
di Mario Bergamo) e a pochi altri.
Diversi fra loro per
storia e orientamento politico, ma le cui lucide analisi fotografano
una realtà che, fra qualche tempo, potrebbe essere ancor più
tragica”.
Purtroppo
mi dispiace dire che è ormai troppo tardi.
Perché
in Italia il socialismo e una sinistra in grado di proporre riforme
radicali non esiste più e da molti decenni. Oltre al fatto che non
esiste più da molti decenni una classe politica seria, lungimirante
e al servizio della comunità.
Non
abbiamo più né un Partito Socialista Italiano, né un Partito
Repubblicano Italiano degni di questo nome, quando erano all'estrema
sinistra finanche dei comunisti. Parliamo dei tempi di De Ambris,
Mario e Guido Bergamo, Chiostergi, Belloni e Bottai.
Oggi
un'estrema sinistra repubblicana e socialista, fondata su giustizia
sociale, sovranità nazionale, indipendenza economica e società
moralizzata e ordinata, servirebbe come l'acqua per un assetato.
Così
come servirebbero personalità non necessariamente estreme, ma
lungimiranti, serie e pragmatiche, come furono Bettino Craxi, Gianni
De Michelis, Giulio Andreotti e in parte anche Silvio Berlusconi.
Ovviamente
tutto ciò è un'utopia, ma sentire Cacciari che afferma ciò che
afferma, almeno un po', fa bene alla mente e al cuore, in quest'epoca
oscura e composta in gran parte da sconsiderati, ignoranti e
irresponsabili.
Luca
Bagatin
https://amoreeliberta.blogspot.com